
Bisogna sempre vigilare su quello che paghiamo, perché troppo spesso ciò che ci viene promesso non corrisponde a quello che effettivamente ci viene venduto.
È quanto accaduto alla signora A. che ha rinvenuto del tutto casualmente all’interno delle bollette inviatele dall’ENEL per l’erogazione di energia elettrica una fatturazione a tariffa D3, quella per uso domestico per non residenti, sebbene al momento della firma del contratto di fornitura di energia elettrica molti anni prima risiedesse nell’immobile oggetto del contratto e che tale situazione fosse rimasta invariata. Per anni dunque la signora A. aveva versato illegittimamente delle somme di denaro all’ENEL, che le aveva applicato una tariffazione non spettante e più esosa.
Inutili i tentativi di reclamo e di richiesta di rimborso avanzati al call center dell’ENEL.
La signora A. si è dunque rivolta allo Studio Legale Melpignano, che, accertati i reclami ignorati dall’Ente, ha predisposto un ricorso all’Autorità Garante per l’Energia e il Gas, la quale attraverso lo Sportello del Consumatore per l’Energia ha gestito il reclamo fornendo indicazioni utili e necessarie alla risoluzione del problema. A seguito del reclamo alla signora A. è stata applicata la tariffa D2 per i residenti, con effetto retroattivo e con conseguente rimborso delle somme pagate per l’erronea tariffazione.
“Troppo spesso le tariffe che ci propongono per le varie utenze” – spiega l’avvocato Massimo Melpignano dello Studio Legale Melpignano di Bari – “non sono poi quelle che vengono applicate. È pertanto importante acquisire la consapevolezza dei propri diritti e della propria spesa e vigilare su tutti gli addebiti: somme importanti pagate erroneamente possono contribuire a precipitare le famiglie nel debito”.
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