04.04.2013

Derivati, un modo per farci del male

(da "La Gazzetta dell´Economia" del 23 febbraio 2013)

Euribor e derivati sono termini ormai entrati nella quotidianità delle famiglie italiane. Si aggiungono ad altri termini del tecnicismo finanziario, quali rating e spread, che abbiamo imparato a conoscere. O che forse pensiamo di conoscere. Mi hanno chiesto di spiegarli: provo a farlo in maniera semplice, come è mia abitudine. Cominciamo dall’Euribor. E’ un numero ed indica il tasso (medio) con cui le banche si prestano il denaro. Ho scritto medio tra parentesi volutamente: per il momento non diamogli importanza. Forse non tutti sanno che le banche oltre che prestare denaro a famiglie imprese (quando lo fanno), si prestano il denaro tra di loro. Come in tutti i prestiti bisogna individuare l’interesse, il tasso a cui quel denaro verrà pagato. Le principali banche europee individuano così un tasso medio, insomma, si vengono incontro ed individuano un numero che metta d’accordo sia la banca che vorrebbe chiedere molto di interessi sia quella che  vorrebbe chiedere di meno. Un tasso medio, appunto, che si chiama Euribor. Sono iniziali inglesi (EURo Inter Bank Offered Rate): unite le maiuscole e otterrete la parola Euribor. Tradotta significa all’incirca tasso interbancario di offerta in euro. Cosa sia esattamente ho appena terminato di spiegarlo. Perché l’Euribor ci interessa così tanto se è un tasso con cui le banche si prestano tra loro il denaro? La risposta è semplice: una banca compra denaro perchè deve rivenderlo, ad esempio a noi. Più lo ha pagato (più alto è cioè l’Euribor) più caro sarà il prestito che la banca ci fa, ad esempio per un mutuo. A  noi cittadini fa bene quindi avere un Euribor basso. Avremo già risolto una parte del problema della nostra rata. L’altra parte del problema è il guadagno della banca (lo chiamano spread per non farcelo capire, ma adesso lo sappiamo). Euribor e spread, uniti, danno vita alla rata che periodicamente paghiamo per il nostro mutuo, per il nostro leasing, per il nostro finanziamento.

Occhio ad Euribor e spread quindi, se volgiamo avere una rata bassa. Per il primo possiamo fare poco (abbiamo detto che è un tasso fissato dalle principali banche europee). Per lo spread possiamo invece fare molto: andare in banca e trattare per averlo basso oppure cercare la banca che applica le migliori condizioni sul mercato. L’Euribor ha una vita, cambia spesso, aumenta e diminuisce. Questo costituisce un grosso problema per le nostre operazioni di finanziamento a tasso variabile. Ecco quindi che scendono in campo i derivati. Sono prodotti finanziari complicatissimi e si basano su una vera e propria scommessa. Facciamoci aiutare da un esempio. In questo caso la scommessa è rappresentata dal valore della giacca che indosso mentre scrivo questo articolo. E’ una giacca di lana pregiata: a produrla sono pecore molto preziose. La mia scommessa è che la giacca per i prossimi tre anni avrà un valore sempre pari o superiore a € 1.000,00- Stipulo questa scommessa con una banca: io vinco se il valore è sempre di € 1.000,00 o più. La banca vince se il valore della giacca scende sotto i mille euro. Con la banca ci diamo degli appuntamenti, e decidiamo di incontrarci ogni sei mesi per fare i conti. Al primo appuntamento, dopo sei mesi, ci sediamo ad un tavolo e constatiamo che il valore della giacca è superiore a euro 1.000,00 – Mi è andata bene: ho vinto io e la banca mi dà materialmente dei soldi. Dopo altri sei mesi (quindi a dodici mesi dall’inizio del contratto) abbiamo il secondo appuntamento. Purtroppo c’è stata una epidemia e in quei mesi le pecore non hanno prodotto lana. E’ però improvvisamente comparso un investitore che ha speso molto per far guarire quelle pecore: la produzione di lana è aumentata in maniera vertiginosa: ve ne è talmente tanta che il valore della lana è bassissimo: la giacca vale 600,00 euro. Io perdo e pago alla banca la scommessa (tanti soldi visto la grossa perdita). Trasferiamo l’esempio sul piano della finanza. La giacca oggetto della scommessa è il derivato. Si chiama così perché deriva il proprio valore da qualcosa di esterno (in questo caso dal valore della lana da cui è stata prodotta la giacca, nel mondo della finanza da un indice, da un tasso, da una merce).

Questi derivati vengono venduti dalle banche con finalità assicurativa: poiché il problema della rata del tuo mutuo dipende dal rischio della eccessiva oscillazione dell’Euribor (se l’Euribor aumenta, aumenta anche la rata come abbiamo detto) Ti vendo una assicurazione che scommette sull’aumento del valore dell’Euribor. Quindi se l’Euribor dovesse salire, aumenterebbe la rata del mutuo. Ma poiché con il derivato hai anche scommesso sull’aumento dell’Euribor vinci la scommessa. Quello che paghi di più di rata del mutuo, lo recuperi dalla vincita sulla scommessa, cioè dal derivato.

Insomma sostanzialmente scommetto che una cosa mi vada male (che aumenti l’Euribor ed aumenti quindi la rata del mio mutuo) per incassare la vincita dalla scommessa contro me stesso. In sintesi, il derivato è una scommessa sulla mia sfiga.

Massimo Melpignano

Avvocato e divulgatore finanziario

melpignano@studiomelpignano.it

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