Dopo una ricerca approfondita, noi di Adusbef abbiamo scoperto che in data 14 settembre 2009, il Garante della Concorrenza e del Mercato ha sospeso la commercializzazione della carta di credito co-branded Coin e Fiditalia, denominata Coincard. Si tratta di una carta revolving con una linea di credito da 1.000 a 3.000 euro, modalità di pagamento a saldo o a rate, con tan annuo a 16,50% e taeg 18,07%. Ad indurre il provvedimento dell’Autorità sarebbero state alcune pratiche ritenute non conformi alle norme sulla trasparenza della comunicazione legata al prodotto: Coincard è stata infatti distribuita senza fornire ai risparmiatori informative adeguate sulla natura della carta, sulle caratteristiche e sulle condizioni e modalità di utilizzo e sui costi. L’Authority è intervenuta anche sulla modalità di sottoscrizione della carta: la proposta di contratto avveniva direttamente presso il punto vendita Coin, ritenuto inadeguato all’attivazione di servizi finanziari. Per questo oltre alla sospensione, alle due società è stata inflitta una multa per complessivi 220.000 euro, a Coin di 90.000 euro e a Fiditalia di 130.000 euro. Con questa decisione l’Autorità intende proteggere quei consumatori che sottoscrivono una carta presso i punti vendita, da campagne promozionali ingannevoli, e spesso dannose per i costi effettivi omessi. Questa ulteriore scoperta sui provvedimenti di Bankitalia, che non vengono divulgati per non avere un impatto negativo sugli interessi di banche e finanziarie, conferma la richiesta effettuata dall’Adusbef al Governatore Draghi, di licenziare in tronco le alte cariche dell’ufficio di vigilanza di Bankitalia, che dovrebbero operare sempre con correttezza e trasparenza a garanzia dei diritti dei consumatori. Bankitalia deve finirla con questi atteggiamenti omertosi che vanno a beneficio esclusivo di banchieri e non dei consumatori. Cosa ha fatto l’ufficio di Vigilanza della Banca d’Italia per impedire che fossero praticati i tassi di interesse delle carte revolving distribuite dall’America Express da almeno un decennio, periziate fino al tasso di interesse del 251,7% su base annua? Niente. Inoltre Adusbef, dopo aver chiesto, ai sensi e per gli effetti del codice del consumo all’Antitrust di emettere un provvedimento cautelare a tutela degli utenti delle carte revolving con analoghe caratteristiche di quelle emesse dall’American Express, sta avviando una poderosa class action per tutelare gli utenti (circa 7 milioni) delle revolving attive. A seguito di questo provvedimento storico ma troppo tardivo della Banca d’Italia, Adusbef si costituirà parte civile al processo ed ha inviato ai sensi del codice del consumo una richiesta urgente all’Antitrust chiedendo di intervenire su altre società esercenti le carte di credito operanti in Italia che abbiano emesso carte revolving equivalenti, per grave pericolo agli interessi economici dei consumatori. In particolare, per le carte revolving è emerso, tra l´altro, che nella documentazione contrattuale e nella pubblicità il TAEG è indicato pari al TAN, anziché essere calcolato su ipotesi più cautelative (utilizzo integrale dal primo giorno con rimborso in rate di importo pari al minimo contrattuale); l´estratto conto manca dell’indicazione della data valuta delle spese effettuate e del prospetto “scalare”. Per le carte charge, non è indicato il limite di affidamento, variabile in funzione delle spese sostenute il contenuto informativo dell´estratto conto è carente (mancano i prelievi in contante tramite ATM). Per entrambe le carte, gli estratti conto non indicano i tassi di cambio, né eventuali commissioni per la conversione della valuta. In caso di revoca, non sono inoltrati gli estratti conto, non consentendo al cliente la conoscenza dell´evoluzione del debito. Per quanto esposto e per quant’altro codesta Autorità vorrà evidenziare, si chiede l’apertura di un’istruttoria volta alla comminazione delle sanzioni previste per le fattispecie di cui agli art. 20 e seg. D.lgs. 206/2005 – Codice del Consumo, provvedendo in via cautelare con effetto immediato all’inibizione all’emissione di nuove carte di credito considerando che ASEL consente ancora tramite il proprio sito internet – https://home.americanexpress.com/home/it/home_p.shtml?page=PR la stipula di nuovi contratti come da visura compiuta in data odierna ed allegata. Poiché infine la prassi commerciale afferente in particolare alle c.d. carte revolving è universale, i rilievi compiuti da Banca d’Italia nei confronti della AESEL si devono considerare estensibili anche agli altri erogatori dei medesimi strumenti di debito, si chiede che in via cautelare si proceda all’inibizione dell’emissione di nuove carte anche nei confronti degli altri istituti. Tassi usurari del 251%, non possono più essere consentiti. Una situazione così grave non può passare inosservata, con centinaia di migliaia di consumatori che invece di essere tutelati, sono stati rapinati.
Avv. Massimo Melpignano V. Presidente Adusbef Puglia

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