20.01.2010


Il Sole 24 ore torna ad occuparsi  del caso Lehman Brothers (il colosso americano nei servizi finanziari, il cui fallimento è  divenuto uno dei simboli della crisi economica mondiale) per fare il punto della situazione, e lo fa intervistando l’ avv. Massimo Mepignano, vicepresidente Adusbef Puglia, da sempre schierato in prima linea sul caso, in difesa dei risparmiatori traditi


“Le Banche sapevano tutto sulla situazione di crisi in cui versava Lehman Brothers e hanno continuato a vendere obbligazioni fino all’ ultimo giorno, spacciandole per sicure”, affema lapidario Melpignano senza lasciare alcun margine di dubbio.

Secondo le testimonianze  dei creditori che hanno presentato ricorso, infatti, gli istituti di credito vendevano indisturbati  le obbligazioni Lehman, puntando sulle antiche origini  del colosso americano, esistente fin dal 1850 e vantandolo pertanto come infallibile.
E così centinaia di piccoli risparmiatori sono caduti nella trappola, perdendo centinaia di migliaia di euro pro capite.

“Non è possibile quantificare le perdite” - dice Melpignano - “ma ora, per la prima volta in Italia, il Tribunale di Bari, ha ammesso cinque consulenze tecniche nell’ ambito delle cause di risarcimento avviate dai risparmiatori con l’ ausilio dell’ associazione dei consumatori”.
"Il nostro obiettivo è di dimostrare che il consorzio PattiChiari, cui aderivano le banche che hanno venduto i prodotti Lehman, già sapeva da marzo- aprile  2008, della crisi incombente. Guarda caso proprio a quel periodo risale infatti, un´ impennata delle Cds (una sorta di assicurazioni contro il fallimento) proprio sui prodotti Lehman".
Ma le banche continuavano a vendere obbligazioni Lehman spacciandole come sicure.

Adusbef inoltre punta il dito contro il consorzio bancario PattiChiari che non solo non collabora ma fa ostruzionismo, negando copia della documentazione contrattuale fatta sottoscrivere dai risparmiatori.

Leggi l´ articolo completo de "IL Sole 24 ore" 

 

 

 

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