09.04.2013

Anche la fondazione “Benvenuti in Italia”, advocacy group che si propone di trasformare in proposte politiche gli esiti del lavoro sociale, culturale ed educativo dell’ampio movimento dal quale prende avvio, sostiene “Non è il mio interesse”, la petizione online promossa dall’Adusbef Puglia per esprimere il proprio dissenso nei confronti dell’aumento dell’interesse di mora per il ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo fissato dall’Agenzia delle Entrate a decorrere dal 01/05/2013. L’ incremento stabilito dal fisco è del 15% circa rispetto al tasso precedente,  un rialzo che affossa di fatto ancor più gli italiani in difficoltà, considerata la gravissima situazione di crisi dell´intera cittadinanza.

La campagna di Adusbef Puglia è stata sposata in toto dalla fondazione che ha sede a Torino ma che in poco tempo ha attratto l’attenzione di tanti cittadini su tutto il territorio nazionale, contribuendo a creare interesse intorno a progetti e idee sviluppati da un pensatoio e svolgendo un’azione di persuasione sull’opinione pubblica e di pressione sui decisori.

“Quello dell’Agenzia delle Entrate è un  atteggiamento incomprensibile” – il parere espresso dalla fondazione piemontese sul proprio sito internet, www.benvenutiinitalia.it – “gli interessi legali sono al 2,5 %. L’inflazione è al 2 % circa. Perché fare pagare un interesse del 5.22 su ritardo nel pagamento delle cartelle esattoriali?”. Interrogativo che meriterebbe una risposta.

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