23.11.2010

Il ruolo dello Stato e dei cittadini nella lotta alla mafia e alla criminalità organizzata
Incontro con GIOVANNI IMPASTATO 

Era il 9 maggio 1978 quando un giovane militante di sinistra, di nome Peppino Impastato, fu ucciso dalla mafia per aver osato combatterla. Da allora sono passati più di 30 anni, tanto è stato fatto, ancora molto c´è da fare. Per ricordare l´esempio di quell´uomo eroico vi sono stati due momenti importanti nella città di Bari: il primo si è tenuto presso la sala del teatro dell´Istituto Margherita il 18 novembre 2010, il secondo presso l´Aula consiglio dell´Ordine degli Avvocati del Tribunale di Bari il 19 novembre 2010. Per affrontare il tema mafia, da sempre insito nella cultura italiana ma non solo, ecco le importanti testimonianze di Giovanni Impastato (fratello di Peppino Impastato vittima di mafia), Michele Emiliano (Sindaco di Bari ed ex magistrato), Massimo Melpignano (Avvocato e Vicepresidente Adusbef Puglia), Marco Guida (Presidente Associazione Nazionale Magistrati di Bari), Emmanuele Virgintino (Presidente dell´Ordine degli Avvocati di Bari).
MICHELE EMILIANO - La mafia è un problema innegabile e profondo dell´Italia. Siamo un popolo di mafiosi, ma per fortuna anche di antimafiosi. La storia di Peppino Impastato è assolutamente straordinaria, perchè ha mostrato la via per affrontare uno stile di vita terribile insito in ognuno di noi a diversi livelli. Oggi si parla infatti di “mafie”, perchè non esiste soltanto quella legata a ´Cosa Nostra´, ma ogni regione del Paese ne ha una propria, differente ma al tempo stesso molto simile. Ecco che dunque l´antimafia sociale appare come la migliore arma per combattere e sconfiggere il fenomeno della criminalità organizzata di stampo mafioso, ma per farlo è necessario il supporto dello Stato e della legalità.

 

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