05.02.2010


Già da Marzo 2008, cioè ben sei mesi prima del noto crak di banca Lehman, le banche erano a conoscenza del rischio insolvenza della banca americana.

E´ quanto emerge dalla perizia depositata presso il Tribunale di Bari dalla dott.ssa Alessandra Labbate, consulente nominata dal Giudice Franco Lucafò in un giudizio promosso da un consumatore barese nei confronti di una nota banca popolare.

Le banche – si legge nella perizia - tramite indicatori finanziari non noti, nè facilmente accessibili ai consumatori, sapevano del rischio default della banca americana e nonostante ciò hanno continuato a vendere  le obbligazioni Lehman spacciandole per “sicure”. I Cds (Credit Default Swap) sui prodotti Lehman, in sostanza una specie di assicurazioni contro il rischio fallimento dell’ emittente.

All´inizio di marzo 2008 si impennano (a dimostrazione del rischio fallimento) fino a raggiungere la punta massima di 430 punti base; punta raggiunta anche in altri periodi fino a salire vertiginosamente per poi condurre al noto crack.

“La perizia – dichiara l´Avv. Massimo Melpignano – che è Vice Presidente dell´Adusbef Puglia e difende il consumatore barese contro la banca, conferma quanto da noi da tempo sostenuto, e cioò che le banche erano da tempo al corrente del rischio del fallimento della banca americana Lehman Brother e ciò nonostante continuavano a vendere obbligazioni di quella banca dandoli per sicuri, tanto è vero che erano ricomprese nel paniere “basso rischio – basso rendimento” del consorzio interbancario “Patti Chiari”.

Nel caso esaminato dal perito di Bari, al consumatore le obbligazioni Lehman furono vendute nell´aprile del 2008 (quando cioè si era già verificata l´impennata del CDS).

“Il consorzio - prosegue l´Avv. Melpignano – non ha neanche risposto al perito che, su incarico del Giudice, aveva richiesto di conoscere la data di ingresso del titolo venduto al consumatore barese nel paniere “basso rischio – basso rendimento”.

Eppure, come si legge sul sito internet, il consorzio avrebbe come obiettivo quello di “garantire un mercato finanziario sempre più trasparente e concorrenziale”.
Ciò nonostante, non ha  tempestivamente informato i risparmiatori della significativa variazione del livello di rischio dei titoli Lehman, circostanza che  avrebbe dovuto indurre gli specialisti, informati sui fatti, a svuotare i portafogli dei clienti dai pericolosi prodotti Lehman.

“Stiamo già scrivendo l´esposto che presenteremo in Procura e a Banca d´Italia allegando la perizia” per rendere conto dell´accaduto ai responsabili e conseguire il risarcimento per i troppi risparmiatori gabbati.

Avv. Massimo Melpignano
V.Presidente Adusbef Puglia
melpignano@studiomelpignano.it

 

Approfondimenti:



Iscriviti alla Newsletter